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Alessandro De Pasquale è nato a Messina l’8 luglio 1974. |
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LA FORMAZIONE |
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Ha conseguito la Maturità d’Arte, con la
specializzazione in arti grafiche e fotografia e Possiede anche un
ulteriore diploma di Maestro d’Arte. |
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ESPERIENZE PROFESSIONALI |
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Il suo percorso lavorativo è iniziato nel 1996 presso il Ministero
della Giustizia – Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria,
nel Corpo di Polizia Penitenziaria. Ha svolto la sua attività
professionale presso vari Istituti Penitenziari (Sanremo – Imperia –
Roma Rebibbia), il Provveditorato dell’Amministrazione Penitenziaria
per la Liguria, uffici importanti del Dipartimento, (Ufficio Studi,
Ricerche, Legislazione e rapporti Internazionali - Servizio Missioni
Internazionali in ambito ONU – UE della Polizia Penitenziaria -
Cassa delle Ammende). Ha partecipato a vari corsi professionali e
seminari, tra i quali: “il sistema penitenziario e i diritti
umani”; “Mobbing, quando il lavoro non nobilita”; “Progetto
For Wolf”; “Sources of Conflit and Prospect for Peace in the
Mediterranean Basin”; corso di studi avanzati e di alta
formazione nel “Terrorismo: la principale minaccia del terzo
millennio”, tenutosi presso la Direzione Centrale Anticrimine
della Polizia di Stato, in collaborazione con il Master di II
livello – Università la Sapienza di Roma in “Teorie e Metodi
nell’investigazione criminale” e dell’Associazione Centro Studi
Scienze Criminologiche e Sicurezza. È un appassionato di materie
giuridiche ed è autore del libro: “Manuale sulla disciplina della
Polizia Penitenziaria”. Ha svolto vari incarichi di servizio e
attività di polizia giudiziaria a seguito dei quali ha anche
ricevuto una lode, elogi e note di apprezzamento da parte del Capo
del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria. Partecipa, in
qualità di difensore, nei vari Consigli Regionali e quello Centrale
di disciplina per il Personale del Corpo di Polizia Penitenziaria. |
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IMPEGNO POLITICO SINDACALE
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In ogni settore della propria vita, specie quello sindacale, ha
effettuato sempre scelte, con l’intento di dare concretezza al
principio della collegialità, ritenendolo un valore da affermare
contro ogni logica utilitaristica, sopportandone spesso le
conseguenze contro coloro che, chiusi nei propri individualismi,
faticano a riconoscere il bene supremo della partecipazione e
condivisione. Il suo impegno nel mondo Sindacale nasce da una
realtà povera del Sud Italia dove, quotidianamente, i diritti dei
lavoratori erano e, purtroppo ancora sono, calpestati. In questa
ottica, la sua formazione culturale ha sempre rivendicato
l’affermazione dei principi ispiratori di quella giustizia sociale
cui ambisce ogni individuo le cui idee siano realmente da ricondurre
al riconoscimento del rispetto della persona in quanto tale in tutte
le sue molteplici sfaccettature, non esclusa e non ultima quella del
lavoratore, considerando il lavoro non solo come una insopprimibile
necessità, ma anche come l’attività in cui maggiormente si
estrinseca la personalità dell’essere umano. |
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